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STORIE DI COOPERATIVE

Quella che segue è la prima di una serie di "storie" che verranno raccontate da qui alla BITAC per far conoscere meglio i protagonisti della manifestazione, le cooperative turistiche.

La cooperativa Viaggi Solidali è un’associazione di uomini e donne che da anni operano nel settore della solidarietà internazionale.
Ma anche un gruppo di professionisti del turismo che lavora nell’organizzazione di viaggi di turismo responsabile
 e nella promozione e sensibilizzazione sul territorio di questo approccio al turismo
I Percorsi turistici proposti dalla cooperativa, sono, costruiti secondo i principi della Carta d’Identità per viaggi sostenibili di AITR (Associazione Italia Turismo Responsabile), in Africa, Bacino del Mediterraneo e America Latina.
Le proposte sono delle vacanze in cui si viaggia su itinerari sperimentati, accompagnati da mediatori culturali (spesso locali), cercando di prendersi il tempo necessario per assaporare il gusto dell’incontro e della conoscenza.
Rivolgendosi a tutte quelle persone che hanno voglia di ammirare paesaggi e monumenti, ma anche di scoprire il mondo nei suoi aspetti più autentici, fuori dagli schemi stereotipati per turisti.
Un turismo di conoscenza dove l’incontro e lo scambio interculturale sono al centro dell’esperienza.
È proprio da questo pensiero che nasce il progetto delle città migranti,ossia dalla convinzione che  lo scambio interculturale ci possa arricchire come persone, che ogni ogni etnia possa donarci qualcosa, anche solo facendoci vedere le città in cui viviamo con diversi occhi, quelli dei migranti appunto.
Il progetto ha avuto inizio nel gennaio  2010 a Torino , dove è partito il primo corso per “accompagnatori di turismo responsabile”, cittadini di origine straniera che condurranno cittadini, studenti e turisti italiani e stranieri a conoscere le proprie comunità di origine nei quartieri di Porta Palazzo e San Salvario.
Il corso è stato organizzato grazie al sostegno del programma IFAD “Agrobiodiversità, culture e sviluppo locale” promosso da Acra ed Oxfam Italia (www.agrobiodiversita.it) e dell’iniziativa Fondazioni4Africa (www.fondazioni4africa.org) nella parte relativa ai migranti senegalesi; in collaborazione con l’Istituto Paralleli ed il Centro Interculturale della Città di Torino.
Le “guide migranti” sono dei “mediatori culturali” del turismo e col loro lavoro, affiancando le guide tradizionali, presentano una Torino ancora più ricca di attrattive turistiche, introducendo i viaggiatori alla cultura, alla gastronomia e alle tradizioni delle proprie comunità di origine, presenti oggi anche nelle città del “melting pot”.
Durante i mesi di formazione e nel primo periodo di regolare svolgimento delle passeggiate, le “guide migranti” hanno accompagnato 804 persone: 88 giornalisti e ospiti stranieri, 333 studenti, 383 cittadini torinesi.

La prima passeggiata è stata realizzata nel mercato multietnico di porta palazzo

Porta Palazzo più che un mercato è una miniera. Una miniera di volti, odori, immagini e sensazioni. Qui si parlano oltre 60 lingue ed è possibile, volendo, fare a piedi il “giro del mondo in una piazza”, giacché i fenomeni migratori che hanno caratterizzato Torino sono antichi di almeno duecento anni e hanno coinvolto tutto il Piemonte, l’Italia e il mondo intero.
Porta Palazzo è una successione di mondi che si alternano, dialogano, entrano in contatto e si arricchiscono l’un con l’altro. Si entra in Romania, in Marocco, in Cina, in Senegal e nel Sud America. Tutto attorno a una piazza, tutto in qualche migliaio di metri quadrati. Giovani di diverse etnie accompagnano i visitatori come tanti cantastorie.
Sono i nuovi griot. Prendono per mano le paure e le trasformano in conoscenza dell'altro. Conoscere è la base della tolleranza e dell'accettazione del vicino.

Cosa si fa durante la passeggiata?
Si cammina tra i profumi dei banchi del mercato, si incontrano persone provenienti da paesi lontani e si parla con loro,si scopre la storia di Torino e delle migrazioni che l’hanno trasformata, si assaggiano cibi e si parlano lingue diverse…

Cosa si impara?
Almeno due parole in arabo, cinese, romeno, calabrese e piemontese, l’importanza della conoscenza e del rispetto delleculture e tradizioni dei migranti, la provenienza dei prodotti del territorio piemontese e di quelli che arrivano da lontano,
il significato concreto di parole come “sostenibilità”, “integrazione”, “intercultura”

Chi accompagna?
Essadia, Mirela, Juan Chi, Samir, José, Bamba e tanti altri migranti che hanno alle spalle oltre 200 ore di studio e pratica “sul campo” per conoscere a fondo la storia di Porta Palazzo e delle migrazioni. Tutti parlano l’italiano e almeno una o due lingue straniere tra cui wolof, berbero e cinese mandarino! Nel corso dell’ultimo anno le guide migranti” hanno maturato una notevole esperienza nel campo del turismo responsabile e del turismo scolastico in particolare, accompagnando oltre 900 visitatori nei quartieri interculturali di Torino!

Grandissimo è stato il successo dell’iniziativa che partendo da Torino è stata poi replicata nei quartieri multietnici di Roma , Milano , e Firenze  e grandissima è stata l’attenzione da parte  della stampa, non solo locale, che ha compreso lo spirito e il valore culturale dell’iniziativa riconoscendo una forma concreta e attiva di facilitazione del dialogo interculturale e di un’integrazione rispettosa delle diversità, delle peculiarità e degli apporti che le varie comunità possono dare alla vita sociale.

Nel caso degli immigrati si aggiunge un altro aspetto di forte valenza sociale: sono palesemente orgogliosi di presentare ai visitatori la propria cultura e piace loro avere l’occasione di parlare del proprio paese, delle sue tradizioni e dei suoi usi, ma anche dei suoi gravi problemi che sono spesso alla base della scelta di emigrare in paesi più ricchi per trovare un lavoro e un reddito decente; e lo raccontano agli italiani, che stanno perdendo nel tempo la memoria delle loro emigrazioni, cicli durati decenni che interessarono milioni di persone.
Viaggi Solidali ha scoperto questo mondo vivo e dinamico, un mondo che ancora molti di noi non conoscono,
che non sostituisce ma arricchisce e completa l’itinerario classico di chi visita Torino, Roma Milano e Firenze.

 

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