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STORIE DI COOPERATIVE

Era il 1982 quando a Comeglians, piccolo paese tra le vallate della Carnia, in Friuli, nasceva l’Albergo diffuso. Il degrado sociale e lo spopolamento caratterizzavano la Carnia degli anni 70. Il terremoto del 1976 aveva solamente accelerato un fenomeno che inesorabile divorava queste terre. Nasceva così nel 1978 un gruppo di lavoro il cui ambizioso obiettivo era quello invertire la tendenza, di ripopolare la Carnia per salvaguardarne la sopravvivenza.
Quale migliore strada da percorrere se non quella di uno sviluppo turistico dell’area?
Un sistema turistico, però, improntato sul rispetto delle tradizioni, della cultura, che si integrasse con l’esistente, o meglio che fosse esso stesso valorizzazione dell’esistente. 
Si trattava, quindi, di riconvertire il territorio a una nuova funzione. I sentieri, le stalle, i boschi, le case vuote, tutto è entrato a far parte di una nuova dimensione in cui il turismo non è il fine ultimo, ma il mezzo per creare uno sviluppo sostenibile del territorio e un’occasione di lavoro per l’uomo.
È questo l’albergo diffuso: abitazioni tradizionali, spesso veri gioielli dell’architettura rurale o di montagna, trasformate in confortevoli appartamenti, come tante stanze d’albergo distribuite però tra le viuzze di un paese di montagna o di campagna. Una reception unica fornisce poi, come in un hotel tradizionale, tutti i servizi di cui abbisogna il cliente, coniugando comfort e privacy, tradizione e modernità.
Da Comeglians l’albergo diffuso ha conquistato tutta la Regione (oggi sono dodici in Friuli Venezia Giulia) e poi tutta l’Italia.
Per saperne di più:
www.turismocooperativo.it

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